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Il padiglione auricolare è una piccola appendice che misura davanti 21 cm² e dietro 14 cm², risente di tutti i quadri di comando per tutta la vita e, in più, durante tutta l’esistenza si modifica in funzione delle nostre proprie modificazioni.

Il padiglione è un risuonatore della nostra storia di vita, poiché, quando ci modifichiamo, i potenziali non sono più gli stessi per esempio: il potenziale di una mano di oggi non è lo stesso di trent’anni prima, c’è meno forza muscolare, minor sensibilità ecc.. Il padiglione dell’orecchio è lo stretto riflesso di quello che noi diventiamo, sia per i potenziali fisiologici che per quelli patologici che non sono gli stessi.

L’orecchio è una tastiera trasportata su cui si possono digitare delle richieste terapeutiche al cervello, utilizzando due grandi proprietà del SNC che sono la PLASTICITÀ e la RIDONDANZA, quest’ultima è una proprietà secondo cui per una certa azione c’è un circuito principale e due circuiti secondari. Quando si invia una richiesta al cervello, si chiede a qualcuno dei circuiti secondari di venire in aiuto al circuito principale; il cervello ha sempre a sua disposizione questi circuiti secondari, ma non li mette necessariamente in azione. Il dato principale che spiega l’auricoloterapia sta nel fatto che dalla periferia il messaggio arriva al nucleo mesencefalico del V° e poi all’orecchio, e dal cervello le informazioni vanno alla reticolare, sempre sulla guida degli archi branchiali, e poi all’orecchio. Per cui in teoria il nodo dovrebbe essere il nucleo mesencefalico del quinto che spiega come il messaggio dalla periferia vada all’orecchio.

In realtà il nucleo mesencefalico è uno dei centri ma non l’unico: è più complicato. La formazione reticolare non è un nucleo, ma una colata cellulare che va dal mesencefalo fino al C2, C3 e talora anche C4 in senso verticale, orizzontale, in tutte le direzioni.

 

In tutte queste aree somatotopiche tutti i neuroni registrati rispondono alla stessa stimolazione della superficie corporea. In periferia, se per esempio, si stimola il polso della carta celebrale, tutta la carta dell’arto superiore risponde con la sola risposta a livello del polso; se si stimola la spalla nel cervello la carta del braccio si attiva tutta intera sopra il livello della spalla.

Questo esiste anche nelle aree somoestesiche delle aree motrici, visive, uditive; a livello visivo esiste la carta topica visiva detta RETINOTOPIA, a livello uditivo c’è la carta topica uditiva detta TONOTOPIA. A livello della somoestesia esiste una carta somoestesica topica; a livello motorio c’è una carta motoria topica ecc..

A livello del cervello queste carte disegnano delle rappresentazioni della realtà fisica, non sono solo neuroni assembrati gli uni sugli altri, ma carte disegnate per creare un piccolo uomo a testa in basso.

Sono queste carte che chiamiamo omunculus di Penfield e Rasmussen da coloro che l’hanno scoperto.

La cosa importante è che queste rappresentazioni sono le conseguenze delle proiezioni.

I potenziali si proiettano nel cervello per rappresentare, finalmente, un piccolo uomo a testa in basso. Queste rappresentazioni si attribuiscono a un numero di neuroni proporzionale alla realtà funzionale, per esempio, la carta di rappresentazione della coscia, nel cervello, è rappresentata perpendicolare all’orecchio perché è situata nell’area fronto-parietale di ciascun lato nella scissura pre e post rolandica.

Un certo numero di neuroni sono preposti nella zona del cervello che corrisponde alla coscia, per esempio 100 neuroni rappresentano la coscia nella zona cervello. Il pollice, essendo 1000 volte più importante nella piccola zona dove viene rappresentato è costituita da 10.000 milioni di neuroni; vale a dire che le carte di neuroni sono proporzionali alla funzione.

Queste carte, quando si nasce, sono fragili, e si consolidano durante tutta la vita: questa è la PLASTICITÀ.

Ogni giorno le nostre carte cercano di restare nella conformazione più ottimale, in funzione di ciò che succede, dei nostri dolori, felicità, shock ecc.. Sempre queste carte evolvono e questa è la PLASTICITÀ.

Queste carte, automaticamente, sono riportate sul padiglione che cambia anch’esso come le carte topografiche. Quando si dice che l’orecchio cambia, non cambia solo la rappresentazione, ma è l’orecchio stesso che cambia la sua morfologia, si sviluppa, si rilascia ecc.; l’orecchio del neonato è diverso da quello che sarà da adulto. Su questa nozione di plasticità ha lavorato Jenkins e coll. nel 1990.

 

Slide dell’omuncolo di Penfield cioè di come siamo rappresentati nel nostro cervello, con bocca enorme, ecc..

 

Bisogna tenere bene in mente che queste carte somatotopiche, che sono geneticamente determinati e che esistono in tutto la vita costanti, residenti e resistenti, non sono inerti ma subiscono le variazioni della vita. L’eliminazione di un’ innervazione somoestesica periferica provoca una riorganizzazione complessa della carta corticale.

Merzenich, è un ricercatore che nel 1987, ha lavorato su questo punto.

Cosa stupefacente, l’ablazione di una regione corticale somoestesica, provoca una riorganizzazione della carta corticale, sia il cambio in periferia che nel cervello, le due cose provocano una riorganizzazione della carta corticale.

 

Ci sono somatotopie nel cervello di tutti i mammiferi e sulle orecchie c’è la carta somatotopica . I baffi nel cervello sono rappresentati singolarmente.Se vengono tolti i baffi nella carta celebrale non c’è più per degenerazione questa rappresentazione e le carte cerebrali si riorganizzano occupandone il posto.

È questo stesso fenomeno che accade quando si ha la patologia dell’arto fantasma, quando si fanno delle amputazioni, per plasticità le carte seguono fedelmente quello che succede in periferia. Se vengono tolti tutti i baffi al ratto nel cervello tutto viene cancellato, le altre carte sostituiscono la zona.

 

Nella corteccia cerebrale di una scimmia se si amputa il 3° dito le carte adiacenti del 4° dito vanno ad occupare lo spazio lasciato dall’area del 3° dito.

Tutto questo accade nel cervello,per le grandi leggi della neurologia che sono le TRE GRANDI OSSESSIONI DEL CERVELLO, di cui la 1° dice che: un neurone che non si connette ad un altro neurone entro 7 millisecondi va in apoptosi, cioè l’ossessione del cervello è di connettersi. La 2° ossessione del cervello è la LEGGE DELL’OMEOSTASI: assicurare la migliore omeostasi possibile nella più piccola unità di tempo e di luogo.

La 3° ossessione del cervello è di obbedire alla legge dell’entropia,cioè il nostro cervello, in ogni istante, deve mantenere il migliore equilibrio possibile degradandosi sempre un poco, ogni istante, e questo non si può arrestare, per cui si invecchia e muore.

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Quando si fa una risonanza magnetica funzionale dei pianisti le aree della mano sono ipertrofiche; nei corridori si riscontra la stessa cosa per il piede e aumenta nel contempop anche la zona dell’orecchio.

Il nostro cervello passa il suo tempo ad adattarsi. Passa talmente tanto tempo ad adattarsi, che, quando adatta le carte della memoria, ha l’ossessione di pulirle in permanenza.

Per esempio, se si ha un ricordo qualunque ed in questo ricordo c’è qualcosa di spiacevole, il cervello lo costruisce in maniera che sia meno spiacevole in modo che nel raccontarlo sia meno doloroso, in psichiatria la malattia si chiama PARANOIA.

Nella depressione i ricordi sono visti più deprimenti.

Le riserve di carte somatotopiche che abbiamo, nella scimmia nell’area S1 si è registrato che c’è una doppia rappresentazione della mano a specchio, una è funzionale e l’altra è di riserva; quando si fa la rieducazione si illumina quella di riserva, si rimette in funzione la riserva e nel nostro cervello succede la stessa cosa. Nei ciechi che sono allenati a leggere il braille la rappresentazione corticale della mano che si abitua a leggere al tatto si ipertrofizza. Il nostro cervello passa il suo tempo a riorganizzare e a pulire le cartee ciò si ripercuote sulle somatotopie auricolari. Se si detetta sull’orecchio, per esempio, il punto maestro della mano di un pianista è molto più esteso. Se si detetta lo stomaco di uno che è a digiuno, la carta dello stomaco da piccola, se mangia si ingrandisce. Se la vescica è piena il suo punto sull’orecchio è largo, se è vuota è piccolo, non solo si modifica, quindi, topograficamente, fisicamente, ma anche funzionalmente. Queste riorganizzazioni sono dovute alla SINAPTOGENESI, cioè nuove sinapsi, in base a queste la carta si allarga e si stringe. Ciò si vede per le carte visive dette RETINOTOPIE (Kass e coll. 1990), per le carte retino-talamiche ha lavorato Eysel nel 1982, per le carte uditive Robertson e Irvin 1989, per le carte motrici Sanes 1988, per le talamo-sensoriali Wall e Egger nel 1971 e per tutte le carte topiche del sistema nervoso.

Noi siamo costruiti sul modello olografico e siamo un ologramma di un ologramma, siamo un circuito che forma un grande ologramma.

 

CONCLUSIONI

 

Tutte queste nozioni di neurobiologia, embriologia, neurologia, istologia, costituiscono la base neuroanatomica e neurofisiologica dell’auricoloterapia che è la Va essenza di tutte queste nozioni.

Orecchio, lo specchio dinamico del cervello