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ZAFFERANO UN TOCCASANA PER UMORE, VISTA E PELLE - LA VERITÀ 17/04/2023 - LUCIANO CESARE BASSANI



La tisana è una vera alleata della salute solo quando è studiata su misura. I benefici di una tisana allo zafferano.

E' molto importante utilizzare miscele di piante opportunamente abbinate cercando di personalizzare la formulazione perché ogni pianta ha più di una funzione e un erborista preparato sceglie quelle che agiscono in sinergia tra loro. Infatti se le piante vengono sapientemente abbinate tra loro possono essere un validissimo ausilio per la salute ed il benessere.


“Per la conoscenza delle interazioni tra i singoli vegetali e i loro fitocomplessi bisogna seguire un percorso di studio specifico arrivando a integrare in maniera ottimale l'efficacia delle piante” afferma il Dr Sandro Hassan farmacologo che pratica l'arte erboristica da anni.

La legislazione in vigore nel nostro paese non concede la possibilità di miscelazione estemporanea a chi non ha un titolo di studio specifico tutelando così il benessere della persona, perché le piante come anche le spezie sue derivate possono avere una grande efficacia ma possono anche risultare nocive se non gestite con attenzione.


“Per molte piante bisogna tornare alla gestione del passato” dice il Dr. Sandro Hassan “come ad esempio lo zafferano che dovrebbe essere venduto in pistilli e non un polvere, perchè maggiormente esposto all'aria e all'ossidazione”.


Lo zafferano (Crocus Sativus L.) ha colore inconfondibile e il suo utilizzo risale all’antica Grecia. Avicenna (980-1037 d.C.), noto medico persiano considerato uno dei padri della medicina moderna, descrive lo zafferano nel suo Canone di Medicina e ne elenca le proprietà terapeutiche come antidepressivo, antinfiammatorio, epatoprotettivo, broncodilatatore e afrodisiaco. Le proprietà antidepressive dello zafferano erano note anche nella Medicina Tradizionale Cinese: un testo della dinastia Mongola riporta che “l’assunzione cronica di zafferano rende il cuore felice”. In vitro e su modello animale gli studi riportano che lo zafferano agisce con un’azione combinata su diversi neurotrasmettitori coinvolti nell’umore, stati di ansia e stress inibendo la ricaptazione della serotonina (agendo in modo simile agli antidepressivi quindi) e aumentando a livello sinaptico la noradrenalina.

L’umore basso è considerato uno stato depressivo subclinico o pseudodepressivo ed è accompagnato da tristezza, pianto, affaticamento, pessimismo, cambiamenti nell’appetito e del sonno e incapacità di provare appagamento o interesse.

Per trattare queste condizioni, spesso i medicinali risultano inappropriati o provocano effetti collaterali che superano i benefici e lo zafferano può essere utile per affrontare queste situazioni. Uno studio in doppio cieco confrontato con un placebo condotto su 40 soggetti sofferenti di depressione maggiore ha evidenziato un effetto significativo dello zafferano (30 mg/die) nel miglioramento del tono dell’umore già dopo le prime 2 settimane di utilizzo.

Al termine delle 6 settimane di prova, i sintomi legati alla depressione erano diminuiti del 60% (su scala HAM-D, Hamilton Depression Rating Scale) contro il 20% del gruppo trattato con placebo. Le proprietà terapeutiche attribuite dalla tradizione allo zafferano sono state effettivamente dimostrate dalla medicina moderna, anche se numerosi studi sono ancora in fase preliminare e necessitano di ulteriori conferme. I più importanti responsabili dell’azione terapeutica sono crocina e crocetina, due carotenoidi, responsabili anche del colore dello zafferano.

Per l’elevato contenuto in carotenoidi, noti per l’effetto positivo sulla vista , lo zafferano trova indicazione anche nel trattamento delle patologie a carico dell’occhio. Esistono alcuni studi clinici preliminari sul possibile effetto dell’integrazione con lo zafferano per migliorare i sintomi comportamentali nella sindrome ADHD ( Disturbo da deficit di attenzione) e nel trattamento di alcune forme neurodegenerative. Esistono studi interessanti su un effetto positivo dello zafferano per il trattamento delle dislipidemie, psoriasi, ipertensione e riduzione della glicemia.

Luciano Bassani

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