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Data Laurea 20/09/1979 Milano | Medico Confederazione Svizzera

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IL MIO APPROCCIO CONSERVATIVO

 

La stenosi del canale  si manifesta a causa dei cambi di volume  del disco lombare, delle lamine e delle faccette. La stenosi si manifesta clinicamente quando il diametro del canale  è ristretto  a un grado tale che può causare  compressione  sulle radici nervose  della cauda equina nel canale rachideo, nel recesso laterale o nei forami. La stenosi può essere congenita o acquisita,  segmentale o generalizzata. I sintomi della stenosi tendono a manifestarsi  nella  quarta o quinta decade e sono dovuti  a cambiamenti anatomici importanti ( ipertrofia delle faccette, osteofiti,  ingrossamento dei legamenti flavi o combinazione con spondilolistesi degenerativa).

Il comune denominatore  nella stenosi è la perdita  del normale orientamento coronale delle faccette.

I meccanismi che sottostanno ai sintomi clinici nella stenosi  sono complessi e malcompresi.

C’è pressione  non solo sul sacco durale e sulle radici nervose ma anche  sul vicino supporto 

ematico. In pazienti con spondilolistesi degenerativa il dolore lombosacrale  è la più comune lamentela  

ed è probabilmente causata  da overtstretching  delle capsule articolari.

Spesso il dolore è episodico o cronico da molti anni. I pazienti spesso riferiscono che i loro sintomi variano in funzione della postura adottata con un miglioramento in flessione e un peggioramento in estensione.

Gli studi di Fritz hanno  messo in evidenza che in un rachide stenotico le sue dimensioni si riducono nel movimento di estensione del 67% contro una riduzione del 9% nel rachide normale. l sintomo più comune della stenosi lombare è il dolore neurogenico  intermittente  definito “claudicatio  spinalis”. Il dolore si manifesta camminando e si riduce in flessione e col riposo.La “claudicatio” può essere suddivisa in vera , come conseguenza di un problema vascolare, e “pseudo-claudicatio”  secondaria  ad una compressione meccanica  sul contenuto spinale.mNella “claudicatio” neurogena il dolore è bilaterale, mal localizzato e associato a  parestesia e 

disestesia. Nonostante il dolore si aggravi durante il cammino in certi casi non scompare stando in piedi fermi  e talora può addirittura aggravarsi. Il dolore è alleviato in posizione seduta o supina.

La stenosi del canale  rappresenta un evento di frequente riscontro  in soggetti artrosici a partire dai cinquant’anni. L’approccio terapeutico  alla  “pseudo-claudicatio” deve prima di tutto iniziare con un esame della postura mediante la valutazione e la correzione dei recettori periferici che con più probabilità possono influenzare la postura. Gli squilibri funzionali di più frequente riscontro  sono da attribuirsi al piede, all’apparato stomatognatico e/o alle cicatrici.Tra i piedi che possono essere coinvolti in un quadro di stenosi del canale troviamo il  piede varo che può essere responsabile di un raddrizzamento del rachide lombosacrale, il piede a doppia componente che può essere responsabile di  uno squilibrio anteriore del rachide. Tra le forme occlusali coinvolte  nella genesi di una stenosi del canale troviamo le classi II dentali  che possono determinare un antepulsione del rachide.

Talora le cicatrici anteriori, per esempio esiti di interventi sull’addome ,possono comportare un antepulsione del rachide con conseguente comparsa di segni clinici di stenosi del canale. Successivamente  al riequilibrio posturale si procede ad un trattamento neuro-auricoloterapico sui punti auricolari rappresentanti le zone disco-radicolari, midollari e dei circuiti del dolore.

Molti utile può essere intervenire con trattamenti  locali con ossigeno-ozonoterapia, proloterapia e europroloterapia. Il trattamento proloterapico sui legamenti ileo-lombari, che sono importanti stabilizzatori del tratto ileo-lombo-sacrale e sulle faccette articolari, può favorire un decorso benigno della stenosi . Indispensabile abbinare dei trattamenti rieducativi specie con esercizi in flessione.

Questi esercizi possono anche essere eseguiti  in flessione sul lettino di autotrazione di Lind Natchev.

Il paziente deve essere anche istruito da un fisioterapista su esercizi di tonificazione dei muscoli multifidi e del muscolo trasverso dell’addome e su esercizi propiocettivi con daedalus e Bosu. Utile nei casi di stenosi  da aderenze postchirurgiche ricorrere all’epidurolisi.In caso di fallimento della terapia conservativa è necessario ricorrere ad una terapia chirurgica decompressiva.

La Stenosi del Canale