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Data Laurea 20/09/1979 Milano | Medico Confederazione Svizzera

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Jon Trister, M.D.
 

Ci sono diverse teorie per quanto riguarda gli effetti fisiologici della proloterapia: stimolazione di una reazione infiammatoria, nell’ottica di un percorso per la guarigione,  stimolazione della sintesi di fattori di crescita e di  rilascio,  stimolazione della neuropromodulazione, o una combinazione di questi effetti. Nella scienza non abbiamo teorie perfette e AGIAMO  bene con approssimazioni successive.


Molto spesso i medici mi chiedono qual è la concentrazione migliore di destrosio per la proloterapia? Come si decide?
I fibroblasti sono le principali cellule produttrici di collagene.Nel 1953 Gavriil Ilizarov, un chirurgo ortopedico-sovietico, ebbe  l'idea che lui chiamava "la legge della tensione". Fondamentalmente, ogni sollecitazione meccanica che agisce sui fibroblasto induce la proliferazione dei vari tessuti: ossa, tendini, legamenti, cartilagine, fascia, muscoli, strutture vascolari, nervi e pelle. Questa idea è stata la logica del metodo ortopedico da lui ideato. Egli ha utilizzato le forze meccaniche tramite un dispositivo esterno collegato alle ossa per indurre la crescita delle ossa e dei tessuti connettivi che avevano cessato la crescita prematuramente.


Noi crediamo che la tecnica proloterapica stimoli la crescita del tessuto connettivo tramite l’infiltrazione di  una soluzione di destrosio a delle concentrazioni diverse in  aree di carenza o lesione.  L'iniezione del destrosio induce le forze osmotiche ad agire sui fibroblasti. Queste forze comportano variazioni di volume dei fibroblasti. 
A seconda del gradiente di concentrazione, fibroblasti  o cellule simili possono rigonfiarsi o restringersi.Ciò comporta variazioni nella tensione della membrana, che vengono successivamente trasmesse  attraverso il citoplasma al nucleo tramite  il citoscheletro, le miofibrille e le  integrine.
Le variazioni nelle forze di trazione influenzano l'espressione genica nel nucleo, successivamente modificando la qualità e la quantità di proteine prodotte dai ribosomi - proteoglicani e glicoproteine.Il 12,5% di destrosio può avere un effetto stimolante su alcune funzioni, mentre il 15% può indurre l'inibizione delle funzioni stesse e stimolarne altre, mentre il 25% può portare ad apoptosi cellulare.


Concentrazioni della soluzione,  volume della soluzione, la vitalità dei fibroblasti ( possono essere infetti, o chimicamente affetti) la localizzazione anatomica (intra-articolare, peri-articolare, peri-neurale, ecc), la patologia sottostante (condizione del tessuto connettivo), le proprietà meccaniche  della matrice extracellulare, il volume della soluzione iniettata,l’ età e il sesso del paziente, fornisce risposte differenti. Non c'è risposta lineare: l’approccio il "più è meglio" non funziona nei sistemi biologici.I nostri predecessori (G.Hackett, G, Hemwall, e quelli che hanno imparato da loro) sono arrivati empiricamente a queste concentrazioni: 12,5% -15% per preparazioni iniettabili extraarticolari e 25% per iniezioni intra-articolari.
Se si considerano le pratiche globali dei  proloterapeuti  sembra che queste formulazioni siano ad oggi le più efficaci. La scelta delle soluzioni e concentrazioni non sono l'unico fattore determinante per i  risultati positivi. 
La chiara comprensione della patologia di base è essenziale per la giusta tattica nella  localizzazione dei bersagli anatomici.Ad esempio, nel trattamento del dolore del gomito laterale: ci sono diverse patologie che contribuiscono ai sintomi del dolore al  gomito laterale.


Ciò che le  accomuna  tutte  è una lassità  di fondo del legamento anulare radiale, che stabilizza le articolazioni radio-ulnare sia, prossimale e distale. Sintomi neuromuscolari derivanti da questa instabilità possono spiegare neuropatie compressive, sintomi muscolari, tendinosi e ligamentosi.La stabilità e meccanica coordinata delle  articolazioni radio-ulnare distale e prossimale è determinata dai legamenti locali (radio-ulnare, fibro-cartilagine-triangolare, polsi e gomiti) e dalla  membrana interossea  radio-ulnare , che controlla la traslazione superiore del radio  lungo l'ulna. 
Il trattamento di queste strutture  è molto importante per il successo del trattamento.Il concetto di tensegrità facilita la comprensione di come agisca la Proloterapia , così come la comprensione della meccanica generale e  regionale   che portano a scelte di trattamento appropriati

Tensegrità e Pratica Clinica