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Data Laurea 20/09/1979 Milano | Medico Confederazione Svizzera

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Posturologia e Gnatologia

Con le attuali tecnologie  l'intero sistema posturale può essere indagato, ivi compreso l'apparato masticatorio che frequentemente è responsabile di disturbi posturali legati ad un malfunzionamento dell'articolazione temporo-mandibolare:

 

  • Cefalee muscolo tensive

  • Dolori cervicali

  • Dorsalgie

  • Lombalgie

  • Disturbi dell'equilibrio

  • Vertigini  e acufeni

Attualmente l'indagine della corretta funzione dell'apparato masticatorio viene eseguito con l'ELETTROMIOGRAFIA DI SUPERFICIE in metodica wireless.

Questa sofisticata e non invasiva metodica ci permette di studiare le deviazioni mandibolari , nonché la funzione dei muscoli della masticazione, in particolare:

  • Muscoli temporali anteriori

  •  masseteri

Dopo aver eseguito l'indagine elettromiografica , il terapeuta sceglie di correggere l'occlusione con micromolaggi sugli elementi dentari responsabili che in genere sono protesizzati con corone ,ponti e ricostruzioni non idonee; oppure, se ciò non fosse sufficiente per il buon funzionamento dell'apparato masticatorio e quindi per il miglioramento della sintomatologia clinica, si procederà all'applicazione di un dispositivo trasparente in resina sull'arcata inferiore:

BITE    di   RIPOSIZIONAMENTO   MANDIBOLARE

da portare prevalentemente nelle ore notturne e qualche ora durante il giorno a seconda dei casi.

NUOVO APPROCCIO INTERDISCIPLINARE NEI DISTURBI DELL'ARTICOLAZIONE TEMPORO MANDIBOLARE

(DR.ALFREDO GIOVENE)

 

Con il termine DISORDINE O DISTURBI dell'articolazione temporo-mandibolare si racchiudono una varietà di situazioni che coinvolgono i muscoli della masticazione, l'articolazione temporomandibolare (ATM) e i rapporti delle prime vertebre cervicale col cranio ,per cui non si dovrebbe analizzare il problema solo da un punto di vista meramente odontoiatrico ,ma coinvolgere nella disamina anche il radiologo ed il fisioterapista e il  posturologo , col fine ultimo di riallineare l'occlusione in armonia con la postura cranica.

In accordo con queste premesse,si è proceduto ad analizzare i pazienti, sottoponendoli ad una visita gnatologica,ad un esame eseguito con TAC CONE BEAM 3D sia dell'ATM che delle vertebre cervicali e ad una visita clinica fisioterapica posturale per la ricerca della semeiologia clinica in accordo con l'imaging radiologico.

ad un miglioramento sul piano dell'imaging ,ma soprattutto sul piano clinico. Questo è un esemplificazione della metodica che da circa due anni stiamo portando avanti, con l'assoluta convinzione della necessità di sinergie interdisciplinari ,per far virare l'attuale approccio diagnostico e terapeutico che affronta il paziente disfunzionale con un approccio mono specialistico e non interdisciplinare, cosa auspicabile possa avvenire in un prossimo futuro.

BITE VIBRANTE

La nuova frontiera dell’ortodonzia non sembra essere costituita da materiali innovativi o da nuovi attacchi, ma piuttosto da uno strumento capace di accelerare il movimento ortodontico compatibile con tutti gli apparecchi ortodontici già esistenti. È nato negli Stati Uniti, è maneggevole e di facile utilizzo: basta stringerlo tra i denti per 20 minuti una volta al giorno per ridurre il periodo di tempo durante il quale è necessario portare l’apparecchio ortodontico. E, secondo i ricercatori che l’hanno creato, riesce persino a dare risultati migliori in quanto a stabilità alla fine del trattamento. Per ottenere tutto questo è sufficiente utilizzare… le vibrazioni.


“Il nuovo strumento, che è stato chiamato AcceleDent, è una sorta di “morso” da stringere tra i denti dotato di un piccolo manico sul quale è posto il tasto dell’accensione; può essere utilizzato dal paziente a casa in totale autonomia e, una volta attivato, rilascia una vibrazione a bassa frequenza in grado di stimolare i tessuti ossei coinvolti nel movimento ortodontico” descrive Dubravko Pavlin, docente presso il dipartimento di ortodonzia dello University of Texas Health Science Center di San Antonio, negli Stati Uniti. “Ciò che le vibrazioni riescono a fare, in pratica, è aumentare la velocità del ricambio delle cellule dell’osso alveolare; questa stimolazione, unita alla forza impressa dall’apparecchio ortodontico, accelera di fatto il movimento e il riposizionamento dei denti grazie alla capacità di rigenerazione dei tessuti.”

L’effetto benefico delle vibrazioni sui tessuti ossei era già stato provato e utilizzato, ma lo strumento messo a punto congiuntamente da ricercatori universitari e dell’azienda produttrice è il primo a sfruttarlo in ambito odontoiatrico. “Come talvolta avviene per le sperimentazioni più innovative, i primi successi nell’uso delle vibrazioni sono arrivate dalla ricerca aerospaziale: otto anni fa la Nasa cominciò a proporre ai propri astronauti sessioni giornaliere di qualche minuto su una pedana vibrante per contrastare la perdita ossea dovuta alla permanenza nello spazio” prosegue il docente; “successivamente, l’osservazione del fatto che i pazienti ortodontici che masticavano chewing-gum con frequenza quotidiana avevano un movimento ortodontico leggermente più veloce degli altri ha contribuito a far nascere l’idea di applicare questa ‘tecnologia’ alle cure ortodontiche.”

I risultati sperimentali ottenuti dal nuovo strumento sono così incoraggianti che esso sarà disponibile in un numero limitato di esemplari in Gran Bretagna entro la fine dell’anno e sarà in commercio negli Stati Uniti nel 2010. “I pazienti che l’hanno sperimentato hanno confermato che il trattamento quotidiano non è fastidioso, dal momento che le vibrazioni sono appena percepibili, e hanno mostrato un’effettiva accelerazione del movimento ortodontico” conclude Pavlin; “inoltre, il processo fisiologico di turnover cellulare stimolato dalle vibrazioni ha dimostrato di riuscire a creare una base solida per il riposizionamento dentale che, in questo modo, dà luogo a una maggiore stabilità a trattamento concluso.”

 

E SE MOLTI DOLORI DIPENDESSERO DAI DENTI?

I denti non sono mai in contatto, se non al momento della masticazione e della deglutizione, più raramente durante la fonazione, così, quando si toccano, non inviano obbligatoriamente un messaggio doloroso, bensì, più spesso, di tipo tattile (non doloroso):

più i denti sono sollecitati e più intenso è il messaggio

Tutti questi messaggi arrivano ai centri nervosi superiori (cervello) attraverso il nervo Trigemino destro e sinistro. Purtroppo: involontariamente alcune persone ansiose, introverse o frustrate, "contraggono le mascelle a denti serrati" al di fuori dei normali contesti prima menzionati e quindi si parla di parafunzione.

Se si verificano condizioni di stress intenso o prolungato, possono manifestarsi dolori e problemi sconcertanti per gli operatori ed invalidanti per queste persone.

I denti sono concepiti come pezzi d'osso "che fanno male" ed inseriti nell'osso, da parte del 95% della popolazione, questo schema può sembrare un pò riduttivo rispetto alla realtà, tant’è vero che i medici dello sport ammettono la possibilità di una tendinite del tendine d'Achille d’origine dentaria.

Dato il principio scientifico indiscutibile prima enunciato, nel XXI secolo lo scetticismo e la mancanza di informazione, non sono più opportuni.

Partendo dai dati neurofisiologici, questo articolo intende aiutare il lettore ad aggiornare le sue conoscenze sul ruolo dei denti, dei muscoli masticatori e delle articolazioni dei mascellari in seno alla sfera orale. Le conseguenze possono realizzarsi in termini di dolori vaghi e di problemi inattesi.

Quando un soggetto "contrae fortemente e frequentemente i mascellari, ", si dovrà riconsiderare una diagnosi, forse frettolosa, di fibromialgia o di sindrome da affaticamento cronico o di cefalea o di cervicalgia o di lombalgia, così come di altre stravaganti sintomatologie.

DR.ALFREDO GIOVENE

MEDICO CHIRURGO SPECIALISTA IN ODONTOSTOMATOLOGIA

Nell'esempio (fig.1) si nota chiaramente un inclinazione del piano occlusale ,una dislocazione mandibolare e contestualmente nell'imaging (fig.2) si osserva una chiara dislocazione dell'Atlante e dell'Epistrofeo rispetto al massiccio cranico,creando così una disarmonia cranio mandibolare.

Dopo manipolazione dell'Atlante e dopo il confezionamento di un bite di riposizionamento cranio mandibolare,si è proceduto ad eseguire una TAC 3D di controllo a distanza di circa 4 mesi,per verificare se la nostra ipotesi diagnostica e soprattutto se la necessità della sinergia interdisciplinare fosse corretta abbiamo constatato un netto cambiamento nella postura cranio mandibolare.

In particolare si è ottenuto, dopo la manipolazione dell'Atlante e dopo il posizionamento di un bite sull'arcata inferiore, un rapporto più armonioso tra il distretto occlusale e il distretto vertebrale portando

Fig 1

Fig 2