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Generalmente si intende col termine “PERIDURALE” lo spazio compreso fra le pareti del canale vertebrale e la membrana durale che racchiude il liquor cefalorachidiano col midollo spinale. 
Si tratta di uno spazio esiguo, quasi virtuale a livello toracico, lievemente più ampio (qualche millimetro) a livello cervicale e lombare. Contiene solo grasso e plessi venosi.
A livello lombare si accede allo spazio peridurale per due vie: la diretta che attraversa cute, sottocute, legamenti interspinosi e legamento giallo,  la via sacrale che attraversa solo cute e membrana sacro coccigea. La via diretta è ovviamente praticabile a tutti i livelli: cervicali,toracici e lombari. 
Nello spazio epidurale esiste una pressione negativa che è tanto maggiore quanto più in alto si ricerca la spazio stesso: a livello cervicale è massima. Ciò aiuta molto nella identificazione dello spazio, perché il liquido contenuto nella siringa connessa all’ago viene letteralmente aspirato all’interno del canale vertebrale. 
La localizzazione dello spazio peridurale è comunque una manovra delicata e riservata ad anestesisti esperti, perché il training di apprendimento della tecnica è lungo. E’ la sola tecnica che consente di portare un farmaco a contatto delle radici spinali in maniera selettiva e “metamerica” (il metamero è un segmento ristretto e definito della colonna vertebrale). 
Il sito esatto d’azione dei farmaci iniettati a livello peridurale è la zona in cui la radice spinale esce dai forami intervertebrali e perde la guaina durale. Si tratta dello stesso sito in cui spesso operano le compressioni discali. In relazione alla concentrazione dell’anestetico usato è inotre possibile differenziare l’azione sulle fibre nervose  motorie o solo sensitive. Ciò è estremamente importante perché possiamo, con l’appropiata soluzione avere un effetto dissociato: permettere per esempio alla paziente gravida di abolire il dolore delle contrazioni, ma spingere attivamente ed espletare il parto.
Il cortisonico per via peridurale realizza un effetto antiinfiammatorio massivo sulle radici sofferenti perché  produce una riduzione del materiale discale stesso per disidratazione ed atrofia. Nella terapia delle affezioni discali noi usiamo larghi volumi di anestetico locale molto diluito: produciamo una desensibilizzazione di un largo tratto delle radici spinali, a cui segue un rilasciamento muscolare ed un break del cortocircuito doloroso.

 

Dott..Marino Raiola
Laureato in Medicina e Chirurgia, Specializzato in Anestesia e Rianimazione Terapia del Dolore, Specializzato in Farmacologia (Tossicologia)

Le infiltrazioni peridurali nella terapia delle protrusioni ed ernie discali