Gary, il "collega" robot d’acciaio che salva le corsie e non va mai in ferie!
- 25 mag
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In un’epoca in cui la sanità globale boccheggia sotto il peso di turni massacranti e reparti svuotati dalla fuga di personale, la risposta alla crisi potrebbe non avere un volto umano, ma un corpo in lega metallica e due braccia meccaniche.

Si chiama Gary, è il robot ammiraglio della startup israeliana Unlimited Robotics, con sede nei pressi di Tel Aviv, che ha già iniziato a "timbrare il cartellino" negli ospedali di Israele e Stati Uniti. A differenza dei droni ospedalieri visti finora, Gary non si limita a trasportare farmaci lungo i corridoi.Gary non è un semplice robot, ma una piattaforma programmabile. Nel mercato attuale dei robot di servizio, Gary si posiziona in una fascia media accessibile, con un costo stimato tra i $15.000 e i $25.000, a seconda della configurazione e del software incluso. È dotato di due braccia robotiche in grado di sollevare circa 5 kg ciascuna. Si muove su ruote a una velocità di circa 5 km/h. Grazie alla suite di sensori (LiDAR e telecamere 3D), può mappare ambienti complessi in autonomia, evitando ostacoli dinamici (persone o animali).È un factotum poliglotta e instancabile. Pulisce i pavimenti, disinfetta le superfici e, grazie a un sistema di intelligenza artificiale, è persino in grado di intrattenere conversazioni con i pazienti geriatrici per stimolarne le funzioni cognitive. Ma le sue mansioni vanno oltre la logistica pesante: Gary funge da traduttore istantaneo per i pazienti stranieri, registra e trascrive le consulenze mediche direttamente nelle cartelle cliniche e, stando agli ultimi aggiornamenti software, sta "imparando" a pulire i servizi igienici, uno dei compiti più ingrati per il personale umano. Il CEO di Unlimited Robotics, Guy Altagar, parla con la fredda chiarezza dei numeri:
"Entro il 2030 mancheranno 18 milioni di operatori sanitari a livello globale secondo l'OMS. Gary è la nostra risposta a questa crisi."
Il confronto economico è impietoso per la forza lavoro tradizionale. Gary costa circa 30.000 dollari, meno del salario annuo di un operatore sanitario negli Stati Uniti. A differenza di un umano, però, il robot lavora 140 ore a settimana, non chiede ferie, non si ferma per una sigaretta e non si ammala mai. La sua unica necessità? Una presa di corrente per ricaricare le batterie. Non tutto fila liscio, naturalmente. Gary è un sistema in evoluzione: a volte sbaglia piano in ascensore o prende la direzione errata. "
La tecnologia è giovane e non esiste un manuale d'istruzioni per costruire il robot ospedaliero perfetto",
ammette Altagar. Tuttavia, la tolleranza delle strutture sanitarie — come il Rabin Medical Center di Petah Tikva o gli ospedali di Filadelfia — è altissima. La disperazione per la carenza di personale rende ogni aiuto meccanico un alleato prezioso. Il timore che le macchine possano rubare il lavoro all'uomo aleggia sempre, ma la realtà dei reparti racconta una storia diversa. Gary non sostituisce il medico o l'infermiere nella diagnosi o nell'empatia della cura; si occupa di quel "rumore di fondo" — amministrazione, logistica, pulizie — che oggi ruba ore preziose ai professionisti della salute. L'obiettivo finale è una nuova ecologia del lavoro ospedaliero: lasciare agli umani il tempo di essere umani, e affidare ai Gary del futuro tutto il resto. La rivoluzione nelle corsie è appena iniziata, e non ha bisogno di pause caffè.
Luciano Bassani

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