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IN GUERRA SANGUE E DEFIBRILLATORI SALVANO VITE

  • 27 apr
  • Tempo di lettura: 2 min
Le sirene continuano a risuonare in tutto Israele. Non è più soltanto un suono: è un riflesso condizionato, un ordine immediato a correre verso i rifugi. Oltre 80.000 allarmi hanno scandito le giornate della popolazione dall’inizio del conflitto, mentre frammenti di missili e droni cadono sul territorio, trasformando ogni spazio in zona di pericolo. In questo scenario opera senza sosta il Magen David Adom (MDA), il sistema nazionale di emergenza medica israeliano.
Maghen David Adom ISraele
Magen David Adom - Image courtesy of MDA Italia

Con circa 39.000 operatori — di cui 36.000 volontari — è tra le strutture di primo soccorso più efficienti al mondo. La sua missione, come spiegato dall’associazione Amici di MDA Italia, è garantire interventi rapidissimi e coordinati su tutto il territorio, con tempi di risposta fino a 2 secondi dalla chiamata e interventi sul posto entro 7 minuti.Dall’inizio della guerra, MDA ha effettuato oltre 2050  interventi, coprendo ogni livello di gravità: dai feriti da esplosione ai molto numerosi casi di crisi d’ansia. Un dato che racconta come il conflitto non colpisca soltanto i corpi, ma anche le menti. Non a caso, il suono delle sirene è stato modificato per evitare confusioni con altri allarmi di emergenza, segno di quanto la pressione psicologica sia diventata parte integrante della quotidianità. Ma c’è un altro fronte, meno visibile: quello del sangue. Con l’aumento dei feriti cresce la richiesta di donazioni. Per garantire sicurezza, MDA ha attivato la raccolta a domicilio. I cittadini che dispongono di rifugi protetti o parcheggi sotterranei conformi alle linee guida, possono ricevere direttamente un team sanitario, evitando spostamenti rischiosi durante gli allarmi.La guerra, del resto, si insinua ovunque. Non resta confinata nei notiziari o nei boati delle deflagrazioni: entra negli occhi, modifica i gesti quotidiani, cambia il modo di guardare il cielo.  Il senso di impotenza è inevitabile. Eppure, una risposta esiste. Il sostegno a Magen David Adom non è solo simbolico ma immediato e si traduce nel carburante che permette a un’ambulanza di arrivare sul luogo di un impatto in tempo utile per stabilizzare un ferito, nel sangue che consente a un chirurgo di operare, nell’equipaggiamento salvavita nelle mani di un paramedico quando ogni secondo fa la differenza.

Ogni giorno, uomini e donne di MDA intervengono su scenari ad altissimo rischio. L’uso crescente di munizioni a grappolo — progettate per colpire su vasta scala — aumenta il pericolo di eventi con numerose vittime e rende più complesse le operazioni di soccorso.

In queste condizioni, preparazione, mezzi e tecnologia diventano decisivi. Un esempio su tutti: il defibrillatore. Nei momenti critici, può segnare il confine tra la vita e la morte. Se utilizzato rapidamente, il tasso di sopravvivenza può passare dal 3% fino al 60%. Per questo MDA ha lanciato un appello per dotare ambulanze e squadre di emergenza di ulteriori dispositivi.Quando la popolazione corre nei rifugi, i soccorritori di Magen David Adom corrono nella direzione opposta: ogni intervento è una corsa contro il tempo. Così si misura il valore concreto della solidarietà.


Luciano Bassani


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