NEUROPROLOTERAPIA - I PROGRESSI DELLA MEDICINA RIGENERATIVA
- Studio Medico Bassani

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Negli ultimi anni, il mondo della medicina funzionale e rigenerativa ha visto crescere l’interesse per la Neuroproloterapia. Originariamente concepita per il trattamento del dolore neuropatico superficiale, un nuovo studio condotto dal Dott. Stephen Cavallino, Direttore della European School of Prolotherapy, sta analizzando l'efficacia di questa tecnica applicata ai nervi cranici (i nervi adibiti all'innervazione della testa e del collo, finanche all'intestino) e, in particolare, al nervo vago.
Questo nuovo approccio permette di andare oltre la semplice cura del dolore locale: l'obiettivo è ripristinare il corretto funzionamento dei nervi principali, aiutando l'intero organismo a ritrovare il suo equilibrio naturale e a reagire meglio alle infiammazioni.
La procedura prevede micro-iniezioni sottocutanee di una soluzione a base di glucosio a bassa concentrazione (5%). Questa sostanza agisce sui recettori TRPV1 dei nervi sensitivi, bloccando il rilascio di sostanze pro-infiammatorie come la Sostanza P e il CGRP. L'obiettivo dello studio del Dott. Cavallino è dimostrare come questo approccio possa distendere i nervi sovraccarichi, agendo come un equilibratore naturale capace di abbassare lo stato di allerta e l'infiammazione generale dell'organismo.
Rendendo i nervi meno sensibili e irritabili, questa tecnica riesce a spegnere quel circolo vizioso in cui il nervo stesso continua a mandare segnali di infiammazione ai tessuti vicini. In questo modo si evita che il dolore diventi cronico e si aiuta il corpo a ripararsi più velocemente.
Uno degli aspetti più promettenti della ricerca del Dott. Cavallino riguarda i pazienti affetti da infiammazioni della ghiandola tiroide come la tiroidite di De Quervain, una patologia dolorosa di origine virale o post-virale. Il nervo vago agisce come una sorta di "interruttore" naturale che il corpo usa per spegnere le infiammazioni. Lo studio evidenzia come la neuroproloterapia permetta di raggiungere molteplici risultati nel trattamento
di questa condizione: il trattamento aiuta il corpo a produrre meno sostanze che alimentano l'infiammazione intorno alla tiroide, inoltre si riduce quella fastidiosa sensazione di oppressione e di forte tensione muscolare a livello cervicaleche spesso accompagna il dolore acuto della tiroidite di De Quervain.
I primi dati indicano che il 90% delle persone trattate ha risposto con la risoluzione sintomatica, avvertendo un benessere generale. In particolare, il trattamento favorisce il riposo notturno, riducendo drasticamente le sudorazioni improvvise durante la notte spesso causate dagli squilibri tiroidei.
Sebbene la Neuroproloterapia non sostituisca le terapie farmacologiche tradizionali (come
antinfiammatori o cortisonici), si sta configurando come un potente alleato complementare per spegnere l'infiammazione e accelerare il recupero funzionale dei nervi coinvolti.
Questa metodica interviene in modo mirato sui segnali dolorosi, promuovendo una rigenerazione naturale dei tessuti che spesso i farmaci non riescono a stimolare con la stessa efficacia.
Agendo direttamente sull'area interessata, la terapia aiuta a ridurre l'irritazione nervosa e a ripristinare la normale funzionalità, rappresentando una risorsa preziosa per chi cerca di limitare l'uso prolungato di medicinali invasivi.
Resta ancora molto da scoprire su questo approccio: la ricerca è in continua evoluzione e non è possibile prevedere quante altre frontiere inesplorate la Neuroproloterapia potrà conquistare.
Luciano Bassani


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